piacevoli sensazioni

Perdermi nel tuo sguardo,
in quel mare color smeraldo.

Ascoltare la tua voce
 come una dolce armonia
che sussurra parole d’amore.

 

oltre il cuore…

  

Cosa c’è oltre il cuore?

 

(una bella domanda!)

 

 

Ci sono le emozioni, i sentimenti

e la ragione…già la ragione

 che mette in riga tutto il disordine,

che fa filare tutto con la logica

ma spesso il cuore è capriccioso

e cerca di eludere i controlli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

profumo di gelsomino

Stasera c’è profumo di gelsomino nell’aria,

arriva lieve da lontano e mi ricorda  te

quando con la tristezza nel cuore

ti allontanavi

regalandomi una carezza.

 

 

 

” quanto piangono le donne! “

“Quanto piangono le donne!”

è un’espressione che sento spesso.

Forse la loro sensibilità ed emotività
le predispongono
al pianto?

Chissà!….
Sta di fatto che anche molti uomini
 hanno conosciuto le lacrime
nonostante un carattere apparentemente forte.

Direi quindi che a prescindere dal sesso,

esse sono il veicolo attraverso cui

esterniamo le nostre gioie

e i nostri dolori.

 

le parole non dette

le parole non dette sono chiuse nel mio cuore…

prova ad entrare e le leggerai.

            

Napoli Iraq:missione andata e ritorno

 

        Leggendo il nostro giornale aziendale, sono rimasto particolarmente colpito da un articolo scritto da un infermiere che partecipa ad interventi chirurgici umanitari in paesi islamici. Stavolta è stato in Iraq…

Credo che l’articolo non si possa riassumere altrimenti si perderebbero quelle sfumature di cui è permeato legate ai sentimenti, alle emozioni che ha vissuto Salvatore, l’infermiere protagonista di questa storia…

 

 

 

Stanotte non ho dormito. Forse ho chiuso gli occhi, non la mente. Forse non vedo l’ora di partire o forse ne ho paura.

Pensieri, tanti pensieri.

  Non è la prima volta che viaggio per motivi umanitari ma sento che ora è diverso, difficile da spiegare…è diverso.

  Sono appena le tre di notte; il buio non ha fretta di farsi da parte per lasciare il posto alla luce del giorno.

Destinazione Kuwait per poi spostarmi in Iraq a Camp Adder Ali Ab, una stazione militare.

  Raggiungiamo l’aeroporto. Dopo ore di volo si raggiunge il Kuwait. Un colore bianco ci circonda, troppo bianco per uno che vive e lavora accanto a persone vestite di bianco.

Le persone che ci accolgono sono militari, ragazzi che hanno voglia di parlare, ascoltare.

Probabilmente qualcuno si domanderà  perché siamo lì a rischiare la vita per aiutare chi non vive da un’eternità?

   Un aereo militare ci aspetta per decollare.

Sorvoliamo zone a bassa quota e non si vede anima viva.

“Guarda quella roccia sporgente!” penso e se spuntasse qualcuno con un bazooka e ci buttasse giù?

Finalmente arriviamo nel territorio iracheno e l’aereo atterra nel Camp Adder Ali Ab; è tutto bianco, troppo bianco.

    Si riparte! Destinazione operativa Camp Mittica, sede del nostro Ospedale da campo dove ci aspetta un carico di persone, adulti e bambini, senza sorriso.

   Si avvicinano lentamente, riusciamo a vedere solo lunghe vestaglie nere ed istintivamente ci chiediamo .”dove sono i bambini?” ma pian piano, da quei lunghi mantelli neri, vediamo sbucare piccole testoline. Sembrano scoiattolini che cercano cibo, sempre in allerta per paura che qualcuno possa fargli del male.

Parlano con i loro genitori, un silenzioso brusio accompagnato da sguardi e carezze.

   Non sorridono, non mostrano le labbra, occhi spalancati…forse vorrebbero ritornare sotto quei mantelli che li nascondono e li proteggono dal mondo, un mondo troppo spesso cattivo con loro.

  Riusciamo a tranquillizzarli con l’aiuto dei genitori.

Sono belli…i loro occhi anche se tristi, sono belli.

Bambini cresciuti troppo in fretta, sono ometti nella loro dignitosa sofferenza.

Siamo lì perchè dobbiamo rimettere a posto le labbra di questi bambini affetti da una patologia facile da guarire ma che senza il nostro aiuto andrebbero incontro a morte certa.

In questi paesi nascere col labbro leporino è sinonimo di morte perché sono considerati mostri, demoni per cui sono puniti anche coloro che li operano…

  Abbiamo lavorato senza sosta ma ora sono felice e vedere il risultato degli interventi eseguiti mi fa sorridere anzi ho voglia di ridere dalla gioia, ho voglia di abbracciare tutti quelli che mi si avvicinano.

Si riavvolge il nastro e dopo aver accarezzato il viso di questi bambini, salutato i genitori, si torna a casa.

  Questi angioletti ora hanno le ali e ci sorridono mentre ci allontaniamo.

  Ora sono un po’ stanco, forse è meglio dormire e magari sognare questi bambini che un giorno verranno in Italia con l’intento di svolgere anche loro per noi una “missione umanitaria”: smuovere le coscienze e l’indifferenza di tante persone cosiddette “normali”…

 

Grazie, carissimo amico!

 

“vota Antonio”

 

Visto il periodo elettorale che si avvicina,

niente di meglio che l’emblematico personaggio di Totò.

 

“vota Antonio, vota Antonio…….

     vota Antonio La trippa!!”

un Angelo in corsia e nella vita

 

In tutti questi anni in Ospedale ho avuto modo di conoscere tante persone ma sono rimasto particolarmente colpito dall’infermiera Anna, una donna appassionata del suo lavoro,

 (il paziente viene prima di tutti)

ne parla con enfasi e quando racconta aneddoti

che la vedono inconsapevole protagonista,  emerge

tutta la sua straordinaria umanità.

Già, umanità…una parola caduta in disuso

in questi ultimi tempi.

 

    Tra i vari episodi raccontati, mi ha colpito

quello di Gennarino, un piccolo paziente della

Cardiologia pediatrica dove Anna prestava servizio.

  Il bambino non voleva assolutamente il vitto

dell’Ospedale, allora Anna gli chiede cosa gli

piacerebbe mangiare, “gli spaghetti con le vongole” risponde il piccolo.

Detto fatto!

 Il giorno seguente, Anna si presenta con il sugo

alle vongole preparato pazientemente a casa ed

in Ospedale provvede a calare gli spaghetti

che il piccolo mangia con gran piacere.

   Poi c’è l’episodio di quella giovane mamma

proveniente da un’altra Città che già stanca del

lungo viaggio affrontato, si accinge a trascorrere

la notte accanto al suo bambino ricoverato

mentre il papà avrebbe passato la notte in macchina

perchè non c’era la disponibilità per affrontare le

 spese di un albergo.

   Anna, immedesimandosi nelle difficoltà di

questa mamma, le propone di far salire il marito

vicino al bambino mentre lei se la porta a casa sua…

 

   Ma oltre l’Ospedale Anna sente d’impegnarsi

anche nella vita.

 Ogni giorno porta un piatto caldo al giovane

di colore che aiuta la gente a riporre la spesa

nelle auto al supermercato vicino casa,

raggranellando qualche spicciolo.

 E ancora…ogni mattina prima di venire

in servizio, passa per un certo posto dove lascia

il latte per un gruppo di ragazzi africani.

 

   Anna ha un cuore così grande dove c’è posto

per tutti.

   Possono ritenersi fortunati tutti quelli che

si ritrovano sulla strada di questa donna

straordinaria che è senza dubbio un Angelo…

 …in corsia e nella vita.

 

le poesie

Le poesie fanno parte della nostra vita…

 se scomparissero dai libri,

 ci ritroveremmo

solo pagine bianche tra le mani.