il nostro amore

Il nostro amore non si muove,

Testardo come un mulo

Vivo come il desiderio

Crudele come la memoria

Stupido come i rimpianti

Tenero come il ricordo

Freddo come il marmo

Bello come il giorno

Fragile come un bambino.

– Jacques Prévert

 

il gelo nel cuore

L’autrice di questo articolo è Paola, una mia carissima amica e collega; lavoriamo entrambi nello stesso Ospedale e in comune abbiamo una particolare sensibilità per cui veniamo presi inevitabilmente da certi problemi che si presentano quotidianamente.

Ho voluto riportare l’articolo, pubblicato su un giornalino interno del nostro Ospedale,  perché sono rimasto molto colpito dal suo contenuto e condivido pienamente lo stato d’animo di Paola e le tantissime domande a cui non si troverà risposta….

Grazie Paola per queste righe, tracce di avvenimenti che molto spesso passano inosservati….

 

E’ la solita storia, di tanti, di chi nasce nella situazione sbagliata, di chi nonostante i continui tentativi non riesce ad uscire dal disagio, come se una roulette spietata al di sopra della sua testa le assegnasse sempre un numero per-dente. E’ la storia di chi ha un destino segnato, di chi deve lasciare quel poco che ha per andare altrove a ritrovare una dignità, una possibilità di sopravvivenza. E’ la storia di una donna ucraina che come tanti suoi connazionali ha dovuto lasciare la sua casa ed i suoi affetti per guadagnare altrove qualcosa per vivere.

Conobbi questa donna alcuni anni fa, lei venne in ospedale per prenotare un esame per la figlia adolescente.  Era smarrita non parlava bene l’italiano, io la feci accomodare, cercai di capire cosa stesse cercando, le prenotai l’esame di cui aveva bisogno e lei ritornò con la figlia. Una bella ragazza dagli occhi chiarissimi e dal sorriso contagioso; non so perchè  fu simpatia a prima vista, ma lei mi raccontò i progetti che aveva, i sogni; studiava e lavorava per non chiedere nulla alla mamma che doveva inviare i soldi al resto della famiglia lontana. Mi salutò con un ab-braccio affettuoso ed io le augurai con sincerità che potesse realizzare tutto ciò che sperava per il futuro. Quando ritornarono per i controlli notai quanto fossero volenterosi e come avessero imparato in fretta e bene la nostra lingua. La mamma mi ripeteva sempre che avrebbe dato e fatto tutto affinché la figlia avesse potuto avere una vita meno dura della sua, se avesse potuto laurearsi, trovare un buon lavoro, insomma essere felice. Le dicevo che è ciò che tutti si augurano per i propri figli, che la loro tenacia ed instancabilità alla fine avrebbe premiato. Prima dell’e-state mi chiamò chiedendomi se si poteva fare il controllo anticipato perchè la ragazza non  stava bene, era stanca, lavorava troppo, non dormiva. Venne dopo poco la ragazza, era allegra e mi disse che si era fidanzata, anzi specifico, innamorata e voleva una casetta sua, un lavoro insomma voleva ciò che vogliono due ragazzi che si amano. Le dissi che era dimagrita troppo, aveva il viso assonnato e stanco e ciò nuoceva sicuramente tanto ai suoi problemi di salute. Lei sorrise come sempre, colmò come sempre la stanza della sua giovinezza, della sua allegria e delle sue speranze. 

Pochi giorni fa mi ha chiamato la mamma e con la dignità e compostezza che caratterizza questa gente mi ha detto che la figlia è morta, si è sentita male di notte, ha chiesto aiuto ma quell’aiuto è arrivato tardi. Mi dice che la sua vita è distrutta perchè lei si sente in colpa per non essere stata lì in quel momento tragico, per aver lasciato che la ragazza lavorasse e studiasse tanto, per non averla protetta e garantito una vita serena. 

Sento il gelo scendermi nel cuore e riesco solo a dirle che non deve sentirsi in colpa per nulla perchè non c’è mamma migliore di lei. Lei mi ringrazia per averle accolte sempre con disponibilità ed io vorrei dirle che sono io a rin-graziare lei perchè mi ha mostrato, quanto si può essere fieri e forti nonostante la vita ti riduca a pezzi. 

Non dico nulla perchè il dolore mi ammutolisce, ricordo solo il sorriso e gli occhi chiarissimi di questa ragazza sfortunata e non capisco, forse non capisco il senso della vita stessa ed ho solo domande e nessuna risposta. 

 

 

quattrocentomila visite!!

il contatore del blog ha superato le 400.000 visite…..

SIGH!!!

 

Eva

Eva ha adorato il sole

ed il sole ha adorato Eva

 e, per questo, nella lingua del piacere

risplendere vuol dire godere e lo dice.

Jacques Prévert

 

 

“siamo tutti quanti Made in sud”…

…..come dice la canzone nella sigla

la casa

Era una casa molto carina

Senza soffitto, senza cucina

Non si poteva entrarci dentro

Perché non c’era il pavimento….

Vinicius de Moraes

 

chi non la conosce?

Una poesia cantata egregiamente

e portata al successo da Sergio Endrigo

 

tre fiammiferi accesi

Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte,

Il primo per vederti tutto il viso

Il secondo per vederti gli occhi

L’ultimo per vedere la tua bocca

e tutto il buio per ricordarmi queste cose

mentre ti stringo fra le braccia.

Jacques Prévert

 

con tutto il tuo amore

Quelle lacrime sul tuo viso

e tutto l’amore che mi hai raccontato,

mi hanno rigato il cuore.

Ti ho abbracciata per dirti t.v.b.

 

(dedicato alla mia amica A., un Angelo in corsia e nella vita,

che in questi giorni ha perso il suo compagno di viaggio)

 

 

la luna e l’aurora

Le stelle della notte

fanno a gara per esser le più belle…

son vezzi luminosi sparsi lì

 a  corteggiar  Luna sovrana,

 scorre il tempo

e la luna svanisce lentamente

tra le braccia

di un’assonnata Aurora

che porta il buongiorno

al mondo intero.