orgoglio e vanità

 

L’orgoglio è una bestia feroce che vive nelle caverne e nei deserti;

la vanità invece, come un pappagallo,

salta di ramo in ramo e chiacchiera in piena luce.

G.Flaubert

il cuore in folle…

                                               

  Forse non tutti sanno che  nel centro storico di Napoli

c’è una Chiesa, anzi la Basilica di Santa Chiara,

edificata nel Trecento,  che vale la pena visitare per

la straordinaria sensazione che si riceve entrandovi.

      Quando dentro ho un “mare forza 7″

sento il bisogno di isolarmi dal mondo e vado in

questo luogo che su di me ha un effetto

strabiliante.

   Nei giorni scorsi  ci sono andato.

     Il suo senso di vastità, come ogni elemento

 architettonico contribuiscono ad uno spirito

di austera semplicità che invita al raccoglimento.

   Quando si entra non si odono più rumori

di fondo e il chiasso della gente in strada si smorza

improvvisamente facendomi sentire solo con

me stesso.

   Pian piano la tensione si affievolisce e la mente

si fa più leggera, sgombra dai pensieri…

    Stavolta però, mi è capitato qualcosa

di singolare.

Mentre ero seduto, mi sento grattare

dietro le spalle.  Mi giro e vedo il visino

sorridente di un bambino col cappellino

in testa che gli scopriva appena il viso.

  Mi rimetto nella mia posizione

e lui con un ditino continua a grattare

e a sorridermi  per giocare con me.

   Mi rigiro e gli chiedo il nome,

“Alessandro”, mi risponde;

gli chiedo l’età e lui con quelle piccole

dita riesce a stento a indicarmi un 3.

     Gli dò una moneta che lui stringe nella mano

e alzandomi,  mi dirigo verso l’uscita

accompagnandolo dalla mamma che chiedeva

l’elemosina all’ingresso della Chiesa.

    Come avrete potuto intuire,

era un piccolo rom, viandante

di strada  già a quella età.

   Devo dire che il sorriso di quel bambino

ne ha strappato uno anche a me

 riscaldandomi un cuore ” in folle “,

     in una fredda giornata d’inverno.

 

 

  nella  foto, l’interno di Santa Chiara

a Carnevale ogni scherzo vale….

Se comandasse Arlecchino                                              
il cielo sai come lo vuole?
A toppe di cento colori
cucite con un raggio di sole.

 Se Gianduia diventasse
ministro dello Stato,
farebbe le case di zucchero
con le porte di cioccolato.

Se comandasse Pulcinella
la legge sarebbe questa:
a chi ha brutti pensieri
sia data una nuova testa.

 

G.Rodari (il gioco dei “se”)

Febbraio corto e amaro

Sono più corto dei miei fratelli,                                      
ma il più cattivo; questo si sa:
io porto in giro cappelli e ombrelli
e impermeabili in quantità.
Ho pioggia e nebbia ogni mattina,
più tardi pioggia col maestrale.
A sera, gaia la mascherina
ci fa sapere che è carnevale.
Sono un mesaccio, triste, allegrotto
però di giorni ne ho sol ventotto.

A.